Nel 2022, circa un adulto statunitense su sei ha dichiarato di aver praticato yoga nell’anno precedente (16,9 %, dato corretto per età), secondo il National Center for Health Statistics. Più della metà di queste persone (57,4 %) meditava anche nell’ambito della pratica yoga. Molte persone praticano quindi già qualcosa di più dello stretching, anche se oggi la parola “hatha” indica spesso una semplice lezione basata sulle posizioni.
I testi classici descrivono qualcosa di molto più ampio. Quali sono le sei membra dell’hatha yoga? Sono le sei tappe della pratica che i testi medievali dell’hatha indicano come il percorso completo dello yoga, e le posizioni sono soltanto la prima.
Questa guida spiega ogni membro con parole semplici, illustra l’origine del modello a sei membra e lo confronta con le più note otto membra di Patanjali. Propone anche un modo semplice per praticarle tutte a casa. A Inteyoga, a Colva, nel Goa meridionale, in India, insegniamo un approccio integrato di hatha e raja yoga, e questo schema ne è il fulcro.
Risposta breve: quali sono le sei membra dell’hatha yoga?
Le sei membra dell’hatha yoga, chiamate shadanga yoga, sono asana (posizione), pranayama (controllo del respiro), pratyahara (ritiro dei sensi), dharana (concentrazione), dhyana (meditazione) e samadhi (assorbimento). Questo schema in sei parti deriva da testi dell’hatha attribuiti allo yogi Gorakshanath, come il Goraksha Shataka. A differenza delle otto membra di Patanjali, non comprende yama e niyama.
Punti essenziali:
- Le sei membra procedono dal corpo (asana) al respiro (pranayama), poi ai sensi (pratyahara) e infine alla mente (dharana, dhyana, samadhi).
- I testi dell’hatha non concordano su un unico numero di membra. Testi diversi ne elencano quattro, sei, sette o otto.
- Il modello a sei membra coincide con le ultime sei del sistema di Patanjali, ma omette le membra etiche, yama e niyama.
- I principianti possono lavorare con tutte e sei le membra in forma semplice. La ritenzione avanzata del respiro va appresa con un insegnante qualificato.
Se questi termini sanscriti sono nuovi per te, la nostra pagina delle domande frequenti di Inteyoga spiega come insegniamo e a chi sono rivolti i programmi.
Che cosa significa “sei membra dell’hatha yoga”?
L’espressione “sei membra dell’hatha yoga” indica le sei componenti della pratica che i testi classici dell’hatha presentano come il percorso completo dello yoga. In sanscrito questo cammino si chiama shadanga yoga. Shat (o shad) significa sei, mentre anga significa membro o parte.
Un membro è qui parte di un unico corpo, non un gradino che sali una volta e poi ti lasci alle spalle. Continui a lavorare con tutti e sei, anche se alcuni mostrano risultati prima di altri.
La parola hatha viene solitamente spiegata in due modi. In sanscrito, hatha può significare forza o impegno risoluto, richiamando la disciplina costante richiesta dalla pratica.
Molti insegnanti dividono anche la parola in ha e tha e collegano questi suoni ai canali energetici solare e lunare, pingala e ida, che la tradizione yoga descrive come due correnti di energia nel corpo. Secondo questa lettura, l’hatha yoga mira a equilibrarle.
Entrambe le spiegazioni conducono alla stessa idea. L’hatha yoga usa il corpo e il respiro per rendere stabile la mente, e le sei membra descrivono come questo avvenga, strato dopo strato.
Da dove provengono le sei membra dell’hatha yoga?
Le sei membra dell’hatha yoga provengono da testi medievali della tradizione Nath attribuiti allo yogi Gorakshanath, scritto anche Gorakhnath.
Studiosi come James Mallinson collocano i primi testi dell’hatha di questo gruppo all’incirca tra l’11° e il 13° secolo d.C., anche se le date esatte restano incerte. La fonte più nota è il Goraksha Shataka, “i cento versi di Gorakshanath”.
Un verso molto citato di questo testo elenca le sei membra:
āsanaṃ prāṇasaṃrodhaḥ pratyāhāraś ca dhāraṇā
dhyānaṃ samādhir etāni yogāṅgāni bhavanti ṣaṭ
In parole semplici: “Posizione, contenimento del respiro, ritiro dei sensi, concentrazione, meditazione e assorbimento. Queste sono le sei membra dello yoga”.
Quali testi insegnano le sei membra?
- Il Goraksha Shataka. Kaivalyadhama, l’istituto di yoga fondato da Swami Kuvalayananda a Lonavala, in India, fu il primo a pubblicare questo testo, sopravvissuto soltanto in forma manoscritta. Nella sua edizione pubblicata, Kaivalyadhama descrive il testo come una presentazione dell’hatha yoga in sei membra: asana, pranayama, pratyahara, dharana, dhyana e samadhi.
- Il Vivekamartanda. Questo testo affine, anch’esso attribuito a Gorakshanath, insegna le stesse sei membra. Mallinson lo descrive come uno dei primi testi a unire forme tantriche e ascetiche dello yoga.
- Elenchi più antichi di sei membra. La Maitri Upanishad (6.18) elenca sei membra: pranayama, pratyahara, dhyana, dharana, tarka (riflessione ragionata) e samadhi. L’Amritanada Upanishad propone un elenco simile. Entrambe omettono asana e collocano dhyana prima di dharana, invertendo l’ordine successivo. Sistemi a sei membra compaiono anche in testi tantrici shivaiti e buddhisti.
Come sono arrivate le sei membra allo yoga moderno?
La tradizione delle sei membra influenzò i testi successivi dell’hatha. Secondo Mallinson, la Hatha Yoga Pradipika di Svatmarama, oggi il testo dell’hatha più letto, riprende circa trenta versi dal Goraksha Shataka. Tra questi vi è la descrizione di ujjayi, il “respiro vittorioso” oggi insegnato in molte lezioni di vinyasa.
Quante membra ha l’hatha yoga secondo i diversi testi?
L’hatha yoga non ha un numero unico e fisso di membra. Testi diversi ne elencano quattro, sei, sette o otto, secondo ciò che ciascun autore voleva sottolineare. Il modello a sei membra è la versione classica Nath e si affianca agli altri.
| Testo | Numero di membra | Membra elencate |
|---|---|---|
| Maitri Upanishad (6.18) | 6 | Pranayama, pratyahara, dhyana, dharana, tarka, samadhi |
| Yoga Sutra di Patanjali | 8 | Yama, niyama, asana, pranayama, pratyahara, dharana, dhyana, samadhi |
| Goraksha Shataka e Vivekamartanda | 6 | Asana, pranayama, pratyahara, dharana, dhyana, samadhi |
| Hatha Yoga Pradipika (Svatmarama) | 4 | Asana, kumbhaka (ritenzione del respiro), mudra, nadanusandhana (suono interiore) |
| Gheranda Samhita | 7 | Shatkarma (purificazione), asana, mudra, pratyahara, pranayama, dhyana, samadhi |
Questi elenchi non si contraddicono. Ciascuno è una mappa didattica, e tutti conducono dal lavoro esterno sul corpo verso lo stato interiore di samadhi.
La Gheranda Samhita chiama il proprio sistema a sette membra ghatastha yoga, lo yoga del “vaso”, cioè del corpo. La Hatha Yoga Pradipika include pratyahara, dharana e dhyana nelle pratiche successive di mudra e suono interiore.
Membro 1: che cos’è asana nell’hatha yoga?
Asana, il primo membro dell’hatha yoga, è una posizione stabile e comoda, soprattutto una posizione seduta che consente di restare immobili per il lavoro sul respiro e la meditazione. Nei testi a sei membra, asana non riguarda la forma fisica o la flessibilità. Rende il corpo una base stabile per il lavoro interiore successivo.
I primi testi di questa tradizione menzionano il numero tradizionale di 84 posizioni, ma descrivono in dettaglio soltanto poche posizioni sedute, come padmasana (posizione del loto). Lo scopo originario era sedere bene a lungo, con la colonna dritta e il corpo tranquillo.
Le moderne lezioni di hatha utilizzano molte più posizioni per sviluppare forza, mobilità e consapevolezza corporea. È utile, purché non venga dimenticato lo scopo originario.
Come possono praticare asana i principianti?
- Inizia con semplici posizioni sedute come sukhasana (posizione facile) o vajrasana (posizione in ginocchio).
- Siediti su un cuscino o una coperta piegata, in modo che il bacino sia più alto delle ginocchia.
- Mantieni la colonna dritta ma rilassata, con le spalle morbide e il viso disteso.
- Riscaldati con alcune posizioni in piedi e da sdraiato prima di sederti.
- Non forzare il loto completo. Cercare di entrarvi a forza può sollecitare eccessivamente le ginocchia.
Se resti seduto alla scrivania tutto il giorno, qualche minuto di allungamenti dolci per anche e schiena prima della pratica seduta può rendere più comodo stare seduto.
Membro 2: che cos’è pranayama nell’hatha yoga?
Pranayama, il secondo membro dell’hatha yoga, significa regolare ed espandere il prana, la forza vitale descritta nella tradizione yoga, attraverso una respirazione controllata. Il Goraksha Shataka chiama questo membro prana-samrodha, “contenimento del respiro”.
I testi dell’hatha considerano il respiro il ponte tra corpo e mente, e molti pongono pranayama al centro della pratica. Le altre membra lo sostengono.
I testi a sei membra attribuiscono particolare importanza a kumbhaka, la ritenzione del respiro. Il Goraksha Shataka raccomanda di aumentare gradualmente la ritenzione come via migliore verso samadhi. Gli insegnanti classici avvertivano che il lavoro respiratorio svolto con fretta può nuocere: “gradualmente” è quindi la parola fondamentale.
Come possono praticare pranayama i principianti?
- Inizia osservando il respiro naturale per cinque minuti.
- Pratica una respirazione addominale lenta e piena, da sdraiato o da seduto.
- Impara nadi shodhana (respirazione a narici alternate) senza trattenere il respiro.
- Prova una respirazione ujjayi dolce, con un suono leggero nella parte posteriore della gola.
- Rimanda la ritenzione del respiro finché non potrai apprenderla con un insegnante qualificato.
Qualche ciclo di respirazione lenta prima di una riunione stressante o di un esame è un modo semplice per portare pranayama nella vita quotidiana.
Membro 3: che cos’è pratyahara nell’hatha yoga?
Pratyahara, il terzo membro dell’hatha yoga, significa rivolgere i sensi verso l’interno, allontanandoli dagli oggetti esterni, affinché la mente possa volgersi verso se stessa. Collega le membra esterne (asana e pranayama) con quelle interne (dharana, dhyana e samadhi).
Un’immagine classica viene dalla Bhagavad Gita (2.58), che paragona una persona stabile a una tartaruga che ritira le membra nel guscio. Lo yogi ritira allo stesso modo i sensi dal mondo.
Pratyahara non significa escludere il mondo con la forza. I sensi semplicemente smettono di trascinare continuamente la mente verso l’esterno. Puoi ancora sentire il traffico fuori, ma non cattura più la tua attenzione.
Come possono praticare pratyahara i principianti?
- Chiudi gli occhi dopo asana e nota l’attenzione che si rivolge verso l’interno.
- Prova Yoga Nidra, un rilassamento guidato che molti insegnanti presentano come pratica di pratyahara.
- Sposta lentamente l’attenzione attraverso il corpo, una parte alla volta.
- Riduci il sovraccarico sensoriale, per esempio l’uso del telefono nell’ora prima di andare a letto.
Membro 4: che cos’è dharana nell’hatha yoga?
Dharana, il quarto membro dell’hatha yoga, è concentrazione: mantenere la mente su un solo punto. Quel punto può essere il respiro, un suono, un’immagine, una zona del corpo o un centro energetico interiore.
Quando pratyahara rivolge i sensi verso l’interno, la mente ha bisogno di un luogo su cui posarsi, e dharana glielo offre. All’inizio la mente vagherà. Ogni volta che te ne accorgi e ritorni, alleni la concentrazione.
Alcuni testi dell’hatha, tra cui la Gheranda Samhita e il Vivekamartanda, descrivono concentrazioni sui cinque elementi: terra, acqua, fuoco, aria e spazio. Si tratta di pratiche avanzate.
Come possono praticare dharana i principianti?
- Conta i respiri da uno a dieci, poi ricomincia.
- Posa l’attenzione tra le sopracciglia o al centro del petto.
- Ripeti un suono breve o un mantra come Om, in silenzio o ad alta voce.
- Inizia con cinque minuti al giorno e aumenta lentamente il tempo.
Membro 5: che cos’è dhyana nell’hatha yoga?
Dhyana, il quinto membro dell’hatha yoga, è meditazione: un flusso stabile e ininterrotto di attenzione verso un oggetto. In dharana ti impegni per mantenere la concentrazione. In dhyana, la concentrazione si mantiene con molto meno sforzo.
Ecco un modo semplice per distinguerli: in dharana riporti continuamente la mente al punto scelto, mentre in dhyana la mente rimane senza bisogno di essere richiamata.
La Gheranda Samhita descrive tre tipi di dhyana. Sthula dhyana è la meditazione su una forma, come l’immagine di una divinità o di un maestro. Jyotir dhyana è la meditazione su una luce interiore, mentre sukshma dhyana è una meditazione sottile su un punto di energia o consapevolezza.
Come possono avvicinarsi a dhyana i principianti?
- Dedica ogni giorno un momento fisso alla pratica seduta, anche breve.
- Usa lo stesso oggetto di concentrazione per alcune settimane invece di cambiarlo spesso.
- Cerca di non giudicare le sessioni come “buone” o “cattive”. La regolarità conta più di una singola seduta.
Membro 6: che cos’è samadhi nell’hatha yoga?
Samadhi, il sesto e ultimo membro dell’hatha yoga, è l’assorbimento completo: uno stato in cui il senso di un “meditante” separato si attenua e rimane soltanto la consapevolezza. Tutte le altre cinque membra conducono verso questo stato.
I testi dell’hatha descrivono samadhi come una profonda quiete del respiro e della mente. La Hatha Yoga Pradipika gli attribuisce molti nomi, tra cui raja yoga, unmani e sahaja. L’hatha yoga non è mai stato concepito per fermarsi al corpo. I testi lo presentano come preparazione al raja yoga, lo yoga della mente.
Per la maggior parte dei principianti, samadhi è un obiettivo a lungo termine, non un traguardo quotidiano. Gli insegnanti classici affermano che arriva attraverso anni di pratica, una buona guida e una vita stabile: il passo concreto è quindi lavorare con pazienza sulle membra precedenti.
Come lavorano insieme le sei membra dell’hatha yoga?
Le sei membra formano un unico percorso dal corpo esterno alla mente interiore, e ciascuna prepara il terreno per la successiva. Asana stabilizza il corpo e pranayama stabilizza il respiro. Pratyahara rivolge i sensi all’interno, dharana raccoglie la mente su un punto, dhyana lascia fluire quella concentrazione e samadhi è l’assorbimento completo.
Le prime tre sono spesso chiamate membra esterne o preparatorie, le ultime tre membra interne. Gli Yoga Sutra di Patanjali (3.4) chiamano samyama la pratica congiunta di dharana, dhyana e samadhi.
Un percorso di 12 settimane nelle sei membra per principianti (guida Inteyoga)
Proponiamo questo semplice piano di 12 settimane per principianti in buona salute. È una guida generale all’apprendimento, non un programma medico: adattalo quindi con un insegnante qualificato.
| Settimane | Asana | Pranayama | Pratyahara | Dharana e dhyana | Tempo quotidiano |
|---|---|---|---|---|---|
| 1–2 | Allungamenti dolci, posizione seduta semplice | Consapevolezza del respiro naturale | Occhi chiusi dopo la pratica | 2 minuti contando i respiri | 15–20 min |
| 3–4 | Aggiungere posizioni in piedi e da sdraiati | Respirazione addominale lenta | Scansione corporea di 5 minuti | 3–5 minuti su un punto di concentrazione | 20–25 min |
| 5–8 | Mantenere la posizione seduta per 10 minuti | Nadi shodhana senza ritenzione | Breve pratica guidata di Yoga Nidra | 5–10 minuti, stesso punto di concentrazione | 25–35 min |
| 9–12 | Pratica seduta più lunga e stabile | Ujjayi dolce, con la guida di un insegnante | Pratica più lunga di Yoga Nidra | 10–15 minuti seduti in quiete | 35–45 min |
Praticare regolarmente nell’ordine giusto conta più che raggiungere rapidamente tecniche avanzate.
Come puoi praticare tutte e sei le membra in 20 minuti?
Puoi avvicinarti a tutte e sei le membra in una sessione domestica di 20 minuti, passando in ordine dal corpo al respiro e alla mente. Questa sequenza di esempio è adatta a principianti in buona salute:
- Asana (7 minuti): dolci movimenti circolari del collo, gatto-mucca, alcuni piegamenti in avanti in piedi e una breve torsione. Termina in una posizione seduta comoda.
- Pranayama (4 minuti): respirazione addominale lenta, poi alcuni cicli di nadi shodhana senza trattenere il respiro.
- Pratyahara (3 minuti): chiudi gli occhi e percorri lentamente il corpo dai piedi alla testa. Lascia che i suoni esterni arrivino e passino.
- Dharana (3 minuti): conta i respiri da uno a dieci e ricomincia quando perdi il conto.
- Dhyana (3 minuti): smetti di contare e rimani con il respiro.
- Samadhi (come obiettivo): nessuna tecnica lo produce. Rimani seduto in quiete per un momento prima di aprire gli occhi.
Puoi usare questa sequenza al mattino prima del lavoro o la sera per rilassarti. I tempi sono flessibili.
Quali sono i benefici delle sei membra dell’hatha yoga?
La ricerca sullo yoga nel suo insieme suggerisce possibili benefici per stress, sonno, equilibrio e alcuni tipi di dolore. Lo scopo tradizionale delle sei membra va oltre, verso una mente stabile e assorbita. Sono due tipi diversi di affermazioni, ed è utile tenerli distinti.
Il National Center for Complementary and Integrative Health (NCCIH) statunitense riassume ricerche secondo cui lo yoga può migliorare il benessere generale alleviando lo stress e sostenendo sonno, equilibrio e salute emotiva, e può contribuire ad alleviare il dolore lombare e cervicale. Il NCCIH osserva anche che molti studi sullo yoga sono stati di piccole dimensioni. Nella maggior parte dei casi, lo yoga ha mostrato risultati promettenti più che definitivamente dimostrati. Lo yoga non sostituisce l’assistenza medica.
Le persone si rivolgono già allo yoga per questi motivi. Nell’indagine statunitense del 2022, il 28,8 % degli adulti che praticavano yoga dichiarava di farlo per trattare o gestire il dolore.
Nella tradizione, ogni membro ha un proprio scopo:
- Asana crea una posizione seduta stabile e comoda per una pratica più lunga.
- Pranayama regola il respiro, che i testi considerano il legame tra corpo e mente.
- Pratyahara distoglie l’attenzione dal richiamo continuo dei sensi.
- Dharana allena la mente a rimanere su un punto.
- Dhyana permette all’attenzione di stabilizzarsi in un flusso ininterrotto.
- Samadhi è lo scopo finale: assorbimento e libertà dal movimento irrequieto della mente.
Il modello a sei membra dà anche struttura alla pratica. Segui un ordine chiaro e sai perché ogni parte occupa il suo posto, invece di mescolare casualmente posizioni ed esercizi respiratori.
Sei membra dell’hatha yoga e otto membra dello yoga: qual è la differenza?
Le sei membra dell’hatha yoga omettono yama (restrizioni etiche) e niyama (osservanze personali), le prime due delle otto membra di Patanjali. Le ultime sei sono uguali in entrambi i sistemi.
| Caratteristica | Sei membra dell’hatha yoga (shadanga) | Otto membra dello yoga (ashtanga) |
|---|---|---|
| Fonte principale | Goraksha Shataka, Vivekamartanda | Yoga Sutra di Patanjali |
| Tradizione | Hatha yoga Nath | Yoga classico (spesso collegato al raja yoga) |
| Numero di membra | Sei | Otto |
| Yama e niyama | Non elencati come membra | Le prime due membra |
| Enfasi principale | Corpo, respiro ed energia come strumenti per la mente | La mente e il suo addestramento, con l’etica come base |
| Ruolo della ritenzione del respiro | Centrale, considerata una via principale verso samadhi | Un membro tra otto |
| Scopo finale | Samadhi | Samadhi e kaivalya (liberazione) |
Perché le sei membra omettono yama e niyama?
La loro assenza dall’elenco non significa che i testi considerino irrilevante l’etica. Gli studiosi sottolineano che i primi testi dell’hatha erano spesso scritti per asceti, dai quali ci si aspettava già una vita disciplinata.
Altri testi dell’hatha offrono una guida etica a modo loro. La Hatha Yoga Pradipika insiste su mitahara (alimentazione moderata). Elenca inoltre sei abitudini che favoriscono il successo nello yoga, come entusiasmo, coraggio e perseveranza, e sei che lo ostacolano, come mangiare e parlare troppo.
Quale modello dovresti seguire oggi?
Suggeriamo di usarli entrambi. Gli yama e niyama di Patanjali offrono una base etica, mentre le sei membra dell’hatha yoga forniscono un metodo chiaro fondato sul corpo.
Il percorso delle sei membra è sicuro per i principianti?
Per la maggior parte dei principianti in buona salute, il percorso delle sei membra è sicuro se praticato con dolcezza, nell’ordine corretto e con una guida adeguata. La maggior parte dei problemi deriva dal forzare le posizioni o dal provare troppo presto tecniche respiratorie avanzate.
Il NCCIH osserva che imparare yoga da soli senza supervisione è stato associato a un rischio maggiore: un insegnante qualificato è quindi d’aiuto.
Parla con il medico prima di iniziare e presta particolare attenzione se una di queste condizioni ti riguarda:
- Gravidanza: molti insegnanti consigliano di evitare ritenzioni del respiro, torsioni profonde e forti pressioni addominali.
- Pressione alta o bassa: evita ritenzioni del respiro e posizioni a testa in giù senza autorizzazione medica.
- Patologie cardiache: evita la respirazione forzata e le ritenzioni del respiro.
- Glaucoma o altri problemi oculari: evita le posizioni a testa in giù.
- Intervento chirurgico o infortunio recente: attendi il via libera del medico.
- Disturbi di salute mentale: la meditazione profonda o il lavoro sul respiro possono far emergere emozioni intense. Lavora con un insegnante qualificato e tieni informato il professionista sanitario che ti segue.
Interrompi qualsiasi pratica che provochi capogiri, dolore, affanno o disagio intenso.
Quali errori commettono i principianti con le sei membra?
L’errore più comune è ridurre l’hatha yoga ai soli asana, saltando le altre cinque membra. Altri errori frequenti sono:
- Affrettarsi verso la ritenzione del respiro. Kumbhaka è una pratica intensa e va appresa lentamente con un insegnante.
- Forzare posizioni sedute avanzate. Una posizione comoda che riesci a mantenere è preferibile a un loto doloroso.
- Aspettarsi risultati rapidi nella meditazione. Dharana e dhyana si sviluppano con una pratica quotidiana costante.
- Praticare in ordine casuale. Le sei membra funzionano meglio procedendo dall’esterno verso l’interno.
- Trascurare le abitudini quotidiane. Sonno, alimentazione e tempo davanti agli schermi influenzano la mente con cui arrivi sul tappetino.
- Inseguire samadhi. Lavora sulle membra precedenti e lascia che gli stati più profondi arrivino con i loro tempi.
Come insegna Inteyoga le sei membra?
A Inteyoga insegniamo le sei membra dell’hatha yoga come parte di uno stile di vita che integra hatha e raja yoga, radicato nei testi classici e praticato in un contesto residenziale. La nostra scuola, Swami Krishnananda Yoga Vidyapeeth, si trova a Colva, nel Goa meridionale, in India, ed è registrata presso Yoga Alliance come Registered Yoga School (RYS 200, RYS 300 e RYS 500).
Il nostro fondatore e direttore, Dr. Ashutosh, insegna facendo riferimento ai testi sanscriti, all’anatomia e a un approccio preventivo alla salute. Puoi approfondire nella nostra pagina dell’insegnante.
Per insegnanti già formati che desiderano approfondire, il nostro corso attuale è il TTC avanzato di 300 ore in yoga rigenerativo integrato (con formazione intensiva in Yoga Nidra, Chakra Sadhana e Prana Vidya). Diverse pratiche del corso si collegano alle sei membra. Yoga Nidra viene spesso insegnato come pratica di pratyahara, Prana Vidya si fonda sul pranayama e Chakra Sadhana lavora con concentrazione e meditazione.
Il programma avanzato di 300 ore è residenziale, viene insegnato in inglese e dura 43+2 giorni. È aperto a candidati dai 21 ai 60 anni che abbiano completato un TTC 200 o una qualifica equivalente. È una formazione avanzata per insegnanti, non un ritiro per principianti. Secondo il nostro modello Gift-it-Forward, non è richiesto alcun pagamento né per candidarsi né per partecipare. Dopo aver completato il programma, i partecipanti possono sostenere volontariamente l’iniziativa Gift-it-Forward per aiutare futuri aspiranti, senza alcun obbligo.
Per i principianti stiamo sviluppando un programma di 200 ore, previsto indicativamente per metà 2027. I dettagli saranno condivisi dopo l’annuncio ufficiale. Puoi anche consultare i nostri corsi, dettagli e costi oppure leggere le opinioni degli ex allievi nella pagina delle testimonianze.
Conclusione: perché le sei membra dell’hatha yoga sono ancora importanti
Quali sono dunque le sei membra dell’hatha yoga? Sono asana, pranayama, pratyahara, dharana, dhyana e samadhi: un cammino che conduce da un corpo stabile a una mente quieta e assorbita.
Il modello ricorda utilmente che l’hatha yoga è molto più di un esercizio fisico. Le posizioni sono il primo passo. Il lavoro sul respiro, l’attenzione interiore e la meditazione costituiscono il resto della pratica, e i testi li presentano in un ordine chiaro.
Se hai completato una formazione di 200 ore e vuoi studiare queste membra in profondità, puoi candidarti al nostro programma avanzato di 300 ore a Colva, nel Goa meridionale. Candidati attraverso il nostro modulo. Puoi anche scriverci a info@inteyoga.org o inviare un messaggio WhatsApp al +91 935-473-7240.
Il nostro fondatore e direttore
Fondatore e direttore: Dr. Ashutosh, MBBS, M.Sc. (Yoga), Yoga Master Level 6 (Yoga Certification Board, Ministero dell’AYUSH, Governo dell’India), Swami Krishnananda Yoga Vidyapeeth e Inteyoga, Colva, Goa meridionale.
Nota di sicurezza e avvertenza medica
Questo articolo ha esclusivamente finalità educative generali e non costituisce un consiglio medico. Yoga, esercizi respiratori e meditazione potrebbero non essere adatti a tutti. Consulta un medico qualificato prima di iniziare una nuova pratica, soprattutto in caso di gravidanza, pressione alta o bassa, patologie cardiache, glaucoma, infortunio o intervento recente, oppure disturbi di salute mentale. Apprendi tecniche avanzate, come la ritenzione del respiro, soltanto sotto la guida di un insegnante qualificato. Una formazione per insegnanti di yoga non abilita a diagnosticare o trattare patologie.
Domande frequenti sulle sei membra dell’hatha yoga
Quali sono, in ordine, le sei membra dell’hatha yoga?
Le sei membra dell’hatha yoga sono, in ordine, asana (posizione), pranayama (controllo del respiro), pratyahara (ritiro dei sensi), dharana (concentrazione), dhyana (meditazione) e samadhi (assorbimento). L’ordine procede dal corpo al respiro, poi ai sensi e infine a stati più profondi della mente. L’elenco proviene da testi dell’hatha attribuiti a Gorakshanath, come il Goraksha Shataka.
Quale testo descrive le sei membra dell’hatha yoga?
Le sei membra dell’hatha yoga sono note soprattutto dal Goraksha Shataka, un testo attribuito allo yogi Gorakshanath della tradizione Nath. L’affine Vivekamartanda insegna le stesse sei membra. Kaivalyadhama, a Lonavala, in India, fu il primo a pubblicare il Goraksha Shataka. Elenchi più antichi di sei membra, con alcune differenze, compaiono nella Maitri Upanishad e nell’Amritanada Upanishad.
Perché l’hatha yoga ha sei membra invece di otto?
Il modello a sei membra omette yama e niyama, i primi passi etici delle otto membra di Patanjali. Gli studiosi ipotizzano che i primi testi dell’hatha fossero scritti per asceti, dai quali ci si aspettava già una vita disciplinata. I testi si concentrano invece su corpo, respiro ed energia come strumenti per la mente. L’etica resta importante e oggi molti insegnanti combinano entrambi i modelli.
L’hatha yoga è lo stesso ashtanga yoga di Patanjali?
No. L’ashtanga yoga di Patanjali è il percorso a otto membra degli Yoga Sutra. L’hatha yoga è una tradizione successiva che usa posizioni, respiro, pratiche di purificazione e mudra per preparare alla meditazione. I due condividono le ultime sei membra, e i testi classici dell’hatha presentano l’hatha yoga come una via verso il raja yoga. Il moderno stile Ashtanga Vinyasa è ancora un’altra cosa.
Una lezione di “hatha” nel mio centro locale equivale all’hatha yoga classico?
Di solito no. Oggi “hatha” viene spesso usato come etichetta generale per una lezione più lenta e basata sulle posizioni. Una lezione di questo tipo tratta soprattutto il primo membro, asana, spesso con un po’ di respirazione e rilassamento. L’hatha yoga classico comprende tutte e sei le membra: posizione, lavoro sul respiro, ritiro dei sensi, concentrazione, meditazione e assorbimento.
I principianti possono praticare tutte e sei le membra dell’hatha yoga?
Sì, i principianti possono lavorare con tutte e sei le membra in forma semplice. Inizia con posizioni comode, consapevolezza del respiro naturale, un breve rilassamento e qualche minuto di pratica seduta concentrata. Impara metodi avanzati, come le lunghe ritenzioni del respiro, soltanto da un insegnante qualificato. Samadhi è un obiettivo a lungo termine: per i principianti è quindi meglio praticare con costanza le membra precedenti.
Quale membro dell’hatha yoga è il più importante?
Ogni membro conta perché prepara il successivo. Tuttavia, molti testi classici dell’hatha attribuiscono particolare importanza al pranayama, il secondo membro, perché considerano il respiro il legame tra corpo e mente. Il Goraksha Shataka raccomanda di aumentare gradualmente la ritenzione del respiro come via migliore verso samadhi. Per i principianti vengono prima una pratica stabile di asana e una respirazione dolce.
Quanto tempo occorre per imparare le sei membra dell’hatha yoga?
Puoi apprendere i concetti di base e le pratiche semplici di tutte e sei le membra in poche settimane, ma gli insegnanti tradizionali considerano il loro approfondimento un lavoro che dura tutta la vita. La rapidità con cui la pratica si sviluppa dipende da costanza, guida e stile di vita. Non esiste una scadenza precisa per gli stati più profondi di meditazione e assorbimento: è quindi utile fissare obiettivi legati alla regolarità della pratica piuttosto che ai risultati.

